EDITORIALE
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
LA CRISI INTER E LE VERITÀ DI GALLIANI...
Fonte: REDAZIONE FCINTER1908IT
Spesso in Italia la memoria viaggia su onde di frequenza molto corte, anzi cortissime, al limite della trasparenza. Lo sfogo di Moratti dopo il Jack’o’Melly Day di domenica pomeriggio a San Siro, ha fatto fregare le mani a un sacco di stampa specializzata che finalmente può tornare a parlare di un’Inter in piena crisi tecnica e di nervi. Analizziamola questa crisi. La crisi consiste in 10 vittorie di fila seguite da una sconfitta e un pareggio per una squadra che a inizio anno vantava le stesse credenziali che ha Massimo Gilletti di diventare membro del Mensa, e che ha subito moltissimi infortuni che hanno indebolito non poco un organico ancora in fieri. Se non è crisi questa…
Un Moratti visibilmente nervoso, dopo essersi sfogato allo stadio, è stato braccato in cerca di dichiarazioni succose per le solite rotative, ben oliate dai soldi che i contribuenti versano a fondo perso ogni anno nelle loro voraci casse (decreto convertito in legge in luglio 2012, dal 1990 erogati 850 milioni di euro a fondo perso, ndr). Giubilo e gaudio, il presidente nerazzurro spara a zero contro gli arbitri! Ma non basta, ci vuole qualcosa di più. Ed ecco che arriva un indispensabile e attesissimo commento dell’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che bacchetta Moratti: «Quest’anno nel derby siamo stati sfavoriti, ma nessuno si è lamentato: ci è stato annullato un gol regolare e non ci è stato dato un rigore. Ognuno si lamenta quando ha dei torti e mai quando hai dei vantaggi a favore». A latere mi permetto di notare che ricordare un torto subito in modo così circostanziato a quasi due mesi di distanza, suona più lagnante rispetto a quella di Moratti a caldo, oggettivamente più comprensibile.
Al lettore sottopongo a questo punto la più retorica tra le domande retoriche: da che parte si saranno schierati i media? Avranno bacchettato Galliani, bollando come fuori luogo il suo intervento? Oppure no? Mais non mes amis, ça va sans dire: Galliani ha ragione, Moratti esagera e tutta l’Inter si copre dietro al velo di Maya dei torti arbitrali per nascondere una squadra che non c’è più. Tragedia. Crisi. Disastro Inter. E soprattutto, si glissa astutamente sul fatto che il Milan dopo il derby non abbia fiatato sull’arbitraggio, soffermandosi sul chissenefrega di Moratti riguardo le dichiarazioni di Galliani, tanto legittimo quanto opportuno, cosa avrebbe dovuto fare Moratti? Organizzare un dibattito? Fare un sit-in di protesta sotto i suoi uffici per le parole dell'ad rosso e nero? Chiamare Vespa e chiedergli di dedicare almeno un plastico a Porta a porta?
Io, nella mia dabbenaggine, resto invece un po’ stranito da questo intervento del dirigente rossonero perché tra me e me penso… “Ma la rivale del momento è la Juventus, il Milan è a distanza siderale in classifica e la partita era Inter-Cagliari: fatte queste premesse che c’azzecca Galliani?” Non trovando risposta a questi importantissimo quesito e dandomi anche un po’ del pirla per essermelo posto, cerco di tirarmi su il morale andando sul sito della Juventus. Scruto il memorabile pamphlet (o trattato) No Comment e mi ritrovo ilare e rinfrancato nel constatare che a volte osservare chi sta peggio di noi aiuta. Ritrovato il buonumore, vengo sopraffatto dalla curiosità e cerco dichiarazioni post gara di quel Milan-Inter del 7 ottobre 2012. Indi leggo:
Allegri: «Ma perché non mi fate domande sull’arbitro? Stasera l’arbitro ha condizionato la partita. Ha fatto un errore tecnico fischiando la fine del primo tempo 12 secondi prima, cosa che ha evitato a Juan l'espulsione per fallo da ultimo uomo su Emanuelson. E poi, il gol di Montolivo era valido e il rigore su Robinho c'era». Sky, Mediaset, Rai, 7 ottobre 2012.
Galliani: «Tutta la direzione di gara è stata stranissima. L’arbitraggio di ieri? Ci sono i vertici arbitrali, a loro sta fare le designazioni. Cantamessa (legale del Milan, ndr) mi ha suggerito di dire che l'arbitraggio era tecnicamente inadeguato». Io dico che è stato assolutamente tecnicamente inadeguato. I problemi nostri di ieri sera si sono sommati ai problemi arbitrali e questo mi dispiace molto. Nessuna rabbia, peccato, abbiamo giocato solo noi. Ci sono sicuramente colpe nostre a cui si sono aggiunti gli errori arbitrali che tutti hanno visto, è inutile parlarne, i voti all’arbitro li hanno dati i giornali, se tutti hanno dato 4, evidentemente meritava quel voto. Ci sono i vertici arbitrali e loro devono decidere, un gol era regolare e forse c’era un rigore, è andata così, abbiamo giocato solo noi, abbiamo perso». La Stampa, Messaggero, Corriere della Sera, Repubblica, 8 ottobre 2012.
«L'arbitro aggredito verbalmente dai rossoneri già alla fine dell'intervallo e poi alla fine della stracittadina. I più duri Ambrosini (squalificato) e Braida, che viene graziato. Per Mexes che ha cercato continuamente la rissa, nessun provvedimento». Corriere dello Sport, 8 ottobre 2012.
Lamentele? Ma non stavamo parlando di badminton?
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mercoledì 21 novembre 2012
editoriale FcInter1908.it
lunedì 19 novembre 2012
fcinter1908.it editoriale Roca
EDITORIALE
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PERCHÉ ASCOLTARE SKY E MAURO?
Fonte: REDAZIONE FCINTER1908IT
In questo difficile lunedì sportivo mi rivolgo a tutti i tifosi interisti e alle polemiche sorte in seguito all'arbitraggio creativo di mister Piero Giacomelli da Trieste. Nel post partita hanno avuto grande eco le parole di Mauro, noto intellettuale dal certificato spessore etico-culturale, che dall'alto del suo scranno e della sua incontrovertibile autorevolezza sentenzia: «Non era rigore quello su Ranocchia». Apriti cielo, il popolo interista si rivolta di fronte a questa stravagante interpretazione.
Ma, al di là del mero giudizio sull'episodio, una domanda mi perfora la mente. Non mi dà tregua. Perché siamo così morbosi e cocciutamente recidivi da dover, dopo la partita, ascoltare i prodotti del "pensiero" (sì, la mia longanimità talvolta non ha limiti) di certa gente? Nel calcio ci sono innumerevoli esempi citabili. Mi torna in mente quando Gianluigi Buffon, altro maître à penser leggendario per la società di oggi, dopo il gol di Muntari in Milan-Juventus disse, con una strabordante personalità paragonabile forse solo a quella di Winston Churchill: «Non ho visto, ma anche se avessi visto non avrei detto nulla. Ed è inutile che vi scandalizziate». Grande. Ma torniamo a Matteo Mauro. Perché io interista, dopo la partita, sento la necessaria e irrefrenabile voglia di ascoltare cosa pensa Mario Mauro in generale, umiliando il mio supporto cognitivo? Anche lei ci è cascato, presidente. Fosse Gianni Mura, Indro Montanelli, Enzo Biagi od Oscar Giannino, magari più di una ragione ci sarebbe. Ma perché umiliarsi con Marcello Mauro e compagnia cantante? Cosa può dire di così definitivo da incrementare il valore della nostra esistenza, uno che ricopre la carica di consigliere del circolo di golf di Torino, Royal Park I Roveri, che vede Andrea Agnelli come vicepresidente? Una persona, Maurizio Mauro, benedetta ripetutamente dall'Empireo, che si vanta di aver giocato con Zico, Maradona e Platini solo per poter scrivere un libro (che dite, evitiamo di comprarlo?)? La mia domanda è cosa posso aspettarmi da Maffeo Mauro? Ma soprattutto, cosa me ne frega di Manfred Mauro in generale, come regola esistenziale basica della mia esperienza terrena. Come può avere peso in una società supposta civile l'opinione di Mansueto Mauro? La risposta è: grazie a Sky of course, che per motivi oscuri alle leggi dinamiche e ontologiche che regolano il pianeta Terra, ha l’esigenza di nutrirsi del pensiero (sono imperdonabile, lo so) di Manuele Mauro e altri epici magister vitae. Vado a monte e faccio notare come la sottoscrizione dell’abbonamento con la succitata piattaforma satellitare, a oggi 19 novembre 2012 per la legge italiana, non rientri tra gli obblighi del cittadino. Quindi mi permetto di suggerire che se Sky proseguisse con il caos dionisiaco dei teatrini postgara e le ospitate di personaggi che hanno un'importanza terrena realmente trascurabile, non solo nella vita in generale ma perdipiù nello stesso ambito calcistico, potrebbe essere una soluzione quella di non affidarsi più a Sky per la cronaca degli eventi sportivi o quantomeno volersi un po’ bene evitando di ascoltare le parole del primo che passa? Chiudo con un dubbio amletico: Mauro è il nome o il cognome? |
venerdì 16 novembre 2012
Sneijder verso la Turchia
KUYT CHIAMA SNEIJDER: "VIENE AL FENER WES! SPERO CHE I DUE CLUB..."
giovedì 17 novembre 2011
Giovanni Montopoli - FcInter1908.it GDS: " SE PARTE MILITO ARRIVA TEVEZ E ZANETTI...."
GDS: " SE PARTE MILITO ARRIVA TEVEZ E ZANETTI...."
Secondo la Gazzetta dello Sport, si intensificano sempre di più le voci che darebbero Milito via dall'Inter già dal mese di Gennaio. La poca considerazione che ha di lui Ranieri, il quale gli preferisce Pazzini, e la forte pressione del Psg potrebbero far vacillare sia l'Inter, che in caso di una giusta offerta potrebbe decidere di privarsi dell'argentino, sia Milito, che entrerebbe nell'ordine di idee di lasciare Appiano Gentile per raggiungere Leonardo suo vecchio estimatore. Nel caso in cui la trattativa con i francesi andasse in porto, Moratti potrebbe seriamente pensare di buttarsi su Tevez per sostituire il "Principe", prova ne sia il fatto che lo stesso Zanetti ha dichiarato: "Tevez? Certo è un campione".
Già ieri, in Francia, sono circolate dichiarazioni dell'entourage del Principe, che non ha escluso una partenza dell'argentino in caso di offerta che soddisfi sia il calciatore sia il club nerazzurro (clicca qui per leggere la notizia)