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mercoledì 21 novembre 2012

editoriale FcInter1908.it


  EDITORIALE
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

LA CRISI INTER E LE VERITÀ DI GALLIANI...

21.11.2012 00:01 di Lorenzo Roca Twitter: @Lorinc74 articolo letto 11474 volte
Fonte: REDAZIONE FCINTER1908IT
Spesso in Italia la memoria viaggia su onde di frequenza molto corte, anzi cortissime, al limite della trasparenza. Lo sfogo di Moratti dopo il Jack’o’Melly Day di domenica pomeriggio a San Siro, ha fatto fregare le mani a un sacco di stampa specializzata che finalmente può tornare a parlare di un’Inter in piena crisi tecnica e di nervi. Analizziamola questa crisi. La crisi consiste in 10 vittorie di fila seguite da una sconfitta e un pareggio per una squadra che a inizio anno vantava le stesse credenziali che ha Massimo Gilletti di diventare membro del Mensa, e che ha subito moltissimi infortuni che hanno indebolito non poco un organico ancora in fieri. Se non è crisi questa…
Un Moratti visibilmente nervoso, dopo essersi sfogato allo stadio, è stato braccato in cerca di dichiarazioni succose per le solite rotative, ben oliate dai soldi che i contribuenti versano a fondo perso ogni anno nelle loro voraci casse (decreto convertito in legge in luglio 2012, dal 1990 erogati 850 milioni di euro a fondo perso, ndr). Giubilo e gaudio, il presidente nerazzurro spara a zero contro gli arbitri! Ma non basta, ci vuole qualcosa di più. Ed ecco che arriva un indispensabile e attesissimo commento dell’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che bacchetta Moratti: «Quest’anno nel derby siamo stati sfavoriti, ma nessuno si è lamentato: ci è stato annullato un gol regolare e non ci è stato dato un rigore. Ognuno si lamenta quando ha dei torti e mai quando hai dei vantaggi a favore». A latere mi permetto di notare che ricordare un torto subito in modo così circostanziato a quasi due mesi di distanza, suona più lagnante rispetto a quella di Moratti a caldo, oggettivamente più comprensibile.
Al lettore sottopongo a questo punto la più retorica tra le domande retoriche: da che parte si saranno schierati i media? Avranno bacchettato Galliani, bollando come fuori luogo il suo intervento? Oppure no? Mais non mes amis, ça va sans dire: Galliani ha ragione, Moratti esagera e tutta l’Inter si copre dietro al velo di Maya dei torti arbitrali per nascondere una squadra che non c’è più. Tragedia. Crisi. Disastro Inter. E soprattutto, si glissa astutamente sul fatto che il Milan dopo il derby non abbia fiatato sull’arbitraggio, soffermandosi sul chissenefrega di Moratti riguardo le dichiarazioni di Galliani, tanto legittimo quanto opportuno, cosa avrebbe dovuto fare Moratti? Organizzare un dibattito? Fare un sit-in di protesta sotto i suoi uffici per le parole dell'ad rosso e nero? Chiamare Vespa e chiedergli di dedicare almeno un plastico a Porta a porta?
Io, nella mia dabbenaggine, resto invece un po’ stranito da questo intervento del dirigente rossonero perché tra me e me penso… “Ma la rivale del momento è la Juventus, il Milan è a distanza siderale in classifica e la partita era Inter-Cagliari: fatte queste premesse che c’azzecca Galliani?” Non trovando risposta a questi importantissimo quesito e dandomi anche un po’ del pirla per essermelo posto, cerco di tirarmi su il morale andando sul sito della Juventus. Scruto il memorabile pamphlet (o trattato) No Comment e mi ritrovo ilare e rinfrancato nel constatare che a volte osservare chi sta peggio di noi aiuta. Ritrovato il buonumore, vengo sopraffatto dalla curiosità e cerco dichiarazioni post gara di quel Milan-Inter del 7 ottobre 2012. Indi leggo:
Allegri: «Ma perché non mi fate domande sull’arbitro? Stasera l’arbitro ha condizionato la partita. Ha fatto un errore tecnico fischiando la fine del primo tempo 12 secondi prima, cosa che ha evitato a Juan l'espulsione per fallo da ultimo uomo su Emanuelson. E poi, il gol di Montolivo era valido e il rigore su Robinho c'era». Sky, Mediaset, Rai, 7 ottobre 2012.
Galliani: «Tutta la direzione di gara è stata stranissima. L’arbitraggio di ieri? Ci sono i vertici arbitrali, a loro sta fare le designazioni. Cantamessa (legale del Milan, ndr) mi ha suggerito di dire che l'arbitraggio era tecnicamente inadeguato». Io dico che è stato assolutamente tecnicamente inadeguato. I problemi nostri di ieri sera si sono sommati ai problemi arbitrali e questo mi dispiace molto. Nessuna rabbia, peccato, abbiamo giocato solo noi. Ci sono sicuramente colpe nostre a cui si sono aggiunti gli errori arbitrali che tutti hanno visto, è inutile parlarne, i voti all’arbitro li hanno dati i giornali, se tutti hanno dato 4, evidentemente meritava quel voto. Ci sono i vertici arbitrali e loro devono decidere, un gol era regolare e forse c’era un rigore, è andata così, abbiamo giocato solo noi, abbiamo perso». La Stampa, Messaggero, Corriere della Sera, Repubblica, 8 ottobre 2012.
«L'arbitro aggredito verbalmente dai rossoneri già alla fine dell'intervallo e poi alla fine della stracittadina. I più duri Ambrosini (squalificato) e Braida, che viene graziato. Per Mexes che ha cercato continuamente la rissa, nessun provvedimento». Corriere dello Sport, 8 ottobre 2012.
Lamentele? Ma non stavamo parlando di badminton?

lunedì 19 novembre 2012

fcinter1908.it editoriale Roca

  EDITORIALE
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

PERCHÉ ASCOLTARE SKY E MAURO?

19.11.2012 13:24 di Lorenzo Roca Twitter: @Lorinc74 articolo letto 2789 volte
Fonte: REDAZIONE FCINTER1908IT
In questo difficile lunedì sportivo mi rivolgo a tutti i tifosi interisti e alle polemiche sorte in seguito all'arbitraggio creativo di mister Piero Giacomelli da Trieste. Nel post partita hanno avuto grande eco le parole di Mauro, noto intellettuale dal certificato spessore etico-culturale, che dall'alto del suo scranno e della sua incontrovertibile autorevolezza sentenzia: «Non era rigore quello su Ranocchia». Apriti cielo, il popolo interista si rivolta di fronte a questa stravagante interpretazione.
Ma, al di là del mero giudizio sull'episodio, una domanda mi perfora la mente. Non mi dà tregua.
Perché siamo così morbosi e cocciutamente recidivi da dover, dopo la partita, ascoltare i prodotti del "pensiero" (sì, la mia longanimità talvolta non ha limiti) di certa gente? Nel calcio ci sono innumerevoli esempi citabili. Mi torna in mente quando Gianluigi Buffon, altro maître à penser leggendario per la società di oggi, dopo il gol di Muntari in Milan-Juventus disse, con una strabordante personalità paragonabile forse solo a quella di Winston Churchill: «Non ho visto, ma anche se avessi visto non avrei detto nulla. Ed è inutile che vi scandalizziate». Grande. Ma torniamo a Matteo Mauro. Perché io interista, dopo la partita, sento la necessaria e irrefrenabile voglia di ascoltare cosa pensa Mario Mauro in generale, umiliando il mio supporto cognitivo? Anche lei ci è cascato, presidente. Fosse Gianni Mura, Indro Montanelli, Enzo Biagi od Oscar Giannino, magari più di una ragione ci sarebbe. Ma perché umiliarsi con Marcello Mauro e compagnia cantante? Cosa può dire di così definitivo da incrementare il valore della nostra esistenza, uno che ricopre la carica di consigliere del circolo di golf di Torino, Royal Park I Roveri, che vede Andrea Agnelli come vicepresidente? Una persona, Maurizio Mauro, benedetta ripetutamente dall'Empireo, che si vanta di aver giocato con Zico, Maradona e Platini solo per poter scrivere un libro (che dite, evitiamo di comprarlo?)? La mia domanda è cosa posso aspettarmi da Maffeo Mauro? Ma soprattutto, cosa me ne frega di Manfred Mauro in generale, come regola esistenziale basica della mia esperienza terrena. Come può avere peso in una società supposta civile l'opinione di Mansueto Mauro? La risposta è: grazie a Sky of course, che per motivi oscuri alle leggi dinamiche e ontologiche che regolano il pianeta Terra, ha l’esigenza di nutrirsi del pensiero (sono imperdonabile, lo so) di Manuele Mauro e altri epici magister vitae. Vado a monte e faccio notare come la sottoscrizione dell’abbonamento con la succitata piattaforma satellitare, a oggi 19 novembre 2012 per la legge italiana, non rientri tra gli obblighi del cittadino. Quindi mi permetto di suggerire che se Sky proseguisse con il caos dionisiaco dei teatrini postgara e le ospitate di personaggi che hanno un'importanza terrena realmente trascurabile, non solo nella vita in generale ma perdipiù nello stesso ambito calcistico, potrebbe essere una soluzione quella di non affidarsi più a Sky per la cronaca degli eventi sportivi o quantomeno volersi un po’ bene evitando di ascoltare le parole del primo che passa?
Chiudo con un dubbio amletico: Mauro è il nome o il cognome?

venerdì 16 novembre 2012

  COPERTINA
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

STRAMA: "COM'È INIZIATA, I MIEI SEGRETI, CASSANO E QUELLA VOLTA CHE MORATTI..."

16.11.2012 10:57 di Eva A. Provenzano Twitter: @EvaAProvenzano articolo letto 3184 volte
Fonte: sette
In una lunga intervista rilasciata ad Edoardo Vigna al settimanale ‘Sette’, Andrea Stramaccioni ha parlato di sé e della sua carriera, dell’Inter. Di come tutto è iniziato. Aveva dovuto rinunciare alla sua carriera da calciatore. Allenava su quei campetti di terra che ti riconciliano con il calcio, poi è arrivata la Roma di Bruno Conti che gli affida gli esordienti del ’94: “Dopo qualche giorno mi ha chiamato e mi ha detto che non andavo bene per allenare quella squadra, pensavo mi volesse cacciare e invece mi affidò i giovanissimi, è stato un salto di due classi”.
SIGNIFICATO - Il suo arrivo sulla panchina nerazzurra per lui è un messaggio preciso: “Significa che anche in Italia uno che non è un giocatore famoso, né figlio di chissà chi può arrivare a guidare una grande squadra. So che conta molto l’esperienza, ho affrontato allenatori come Zeman e avventura che allenavano quando io manco ero nato. Ad aiutarmi è stata l’esperienza come osservatore di club professionistici, lo studio dei giocatori, quello che appuntavo e scrivevo, mi aiuta molto. Sono uno che impara velocemente”, dice.
EDUCAZIONE - I suoi genitori gli hanno insegnato l’educazione: “E nessuno potrà mai cancellare quello che mi hanno spiegato. Io e mio fratello siamo cresciuti con principi chiari e semplici, ma non ci è mai mancato nulla. Dovevamo avere rispetto per tutto e in ogni cosa che facevamo dovevamo metterci tutto l’impegno possibile”, racconta il mister.
IL DESTINO - Un ragazzo cresciuto in fretta purtroppo anche a causa di quell’infortunio al ginocchio che lo ha costretto a lasciare il calcio giocato: “Si è infranto di colpo tutto. Sognavo la Serie A, volevo giocare. Anche adesso quando do calci al pallone il ginocchio si gonfia. Ero ingrassato di molto, ma ne sono uscito grazie ai miei e grazie allo studio”, spiega. Da lì la Laurea in Giurisprudenza: “E’ importante avere un metodo, seguirlo. Lo studio conta molto, la scuola superiore – almeno quella va finita – lo dico sempre ai miei ragazzi”.
IL CAPITANO - Tra di loro ce n’è uno più giovane degli altri nonostante l’età: il capitano Javier Zanetti. “Lui – spiega il tecnico – è al di là dell’umano. E’ il primo ad arrivare, l’ultimo ad andarsene, si ferma a fare la ginnastica post allenamento. Credo sia questo il suo segreto di venti anni all’Inter. Gioca ogni partita come se  fosse la prima o l’ultima”.
SEGRETO - Invece il suo segreto è la chiarezza nei modi e degli intenti: “Magari un giorno uno dei miei ragazzi mi incontra e mi dice che non capivo un ca… di calcio, ma mai nessuno potrà dirmi che non ero sincero. Tratto tutti in maniera diretta. Pure Cassano? Io e lui parliamo la stessa lingua, quella della strada”.
W LA MAMMA - Sulla sua l’ha indirizzato la mamma che gli diceva che avrebbe potuto comunque restare nel calcio, la sua laurea in Giurisprudenza poteva servirgli a fare il procuratore: “Chiedeva al mio agente di trovarmi un lavoro, di farmi insegnare ai ragazzi e mi hanno indirizzato a questa scuola di Monte Sacro, un borgo di Roma, dove giocava l’Az sport. Mi davano duecento euro al mese di rimborso spese, allenavo dieci ragazzi dell’85 e non avevamo neanche i palloni. L’anno dopo attirammo l’attenzione di tutti”.
L'UOMO GIUSTO - E anche l’Inter l’ha ereditata in un momento difficile: lui aveva appena regalato alla Primavera nerazzurra la prima Next Generation Series, Moratti decise che era l’uomo giusto per trascinare la sua squadra. Tutti gli dicevano di non accettare: “Mi è successa la stessa cosa con Cassano. Mi dicevano che non dovevo prenderlo se volevo andare bene. Ma se sono convinta di una cosa allora vuol dire che vedo cose che gli altri non vedono. L’allenatore trasmette le sue idee alla squadra e questo fa la differenza, se non sono bravo a trasmetterle è inutile, ma tutto sta ai giocatori, sono loro che scendono in campo. Mourinho è l’esempio di quello che dico. Purtroppo non l’ho mai visto allenare, ho visto il risultato finale. Quando alleni una squadra che ha giocatori giovani e più anziani devi capire come fare a gestirli, non possono essere allenati allo stesso modo, non ci sono gli stessi carichi e non ci sono libri per impararlo”, sottolinea.ù
QUELLA VOLTA CHE - Infine l’allenatore racconta cosa è successo quel giorno nell’ufficio del presidente Moratti: “Io ho il mio carattere e quello non cambia, sono sempre me stesso, ovunque vada, con chiunque io parli. Almeno si capisce che sono vero e credo che questo sia piaciuto al presidente. Quando mi ha chiamato siamo stati due ore a parlare, mi ha messo un foglio davanti e mi ha detto di dirgli tutto quello che pensavo dell’Inter. E io ho risposto che potevo parlargli del campionato Primavera e con sincerità gli ho detto che non avevo visto tante volte la prima squadra, spesso giocavamo agli stessi orari e che non andavo a rivedere le partite in tv. E lui mi ha risposto, non conta quello che dicono gli altri e cosa pensano. Tu sei il nuovo allenatore dell’Inter”. Era solo la prima scintilla. 

giovedì 17 novembre 2011

Giovanni Montopoli - FcInter1908.it ANTEPRIMA FCINTER1908.IT, PADRE E MADRE DI LUCAS A MILANO A INIZIO NOVEMBRE

COPERTINA

ANTEPRIMA FCINTER1908.IT, PADRE E MADRE DI LUCAS A MILANO A INIZIO NOVEMBRE

17.11.2011 13:02 di Daniele Mari articolo letto 516 volte

Importanti novità di mercato arrivano dal Brasile sul futuro di Lucas, gioiello del San Paolo da tempo nel mirino dell'Inter. Secondo quanto riporta oggi la stampa brasiliana, e riferisce in anteprima fcinter1908.it, a inizio novembre il padre e la madre di Lucas, accompagnati dal manager del giocatore Wagner Ribeiro, sono stati a Milano e hanno visitato sia lo stadio di San Siro che la città.

L'entourage di Lucas, interpellato, ha parlato di un viaggio turistico, ma secondo i media verdeoro l'Inter ha invitato i genitori di Lucas a visitare città e strutture del club in vista di un possibile trasferimento.

Lucas, ultimamente, ha ricevuto diverse critiche, sia dai tifosi che dai dirigenti, visti i magri risultati del San Paolo in campionato, che hanno allontanato la squadra dalla qualificazione alla prossima coppa Libertadores (non ultima la sconfitta di questa notte contro l'Atletico PR ndr).

Secondo i media brasiliani, quindi, nonostante le smentite il trasferimento di Lucas all'Inter è tutt'altro che improbabile. Addirittura tifosi del San Paolo stanno insultando il giocatore sul suo profilo Twitter, un altro motivo di "sconforto" per Lucas, che potrebbe presto dire addio al San Paolo e al Brasilerao per questo.

martedì 5 luglio 2011

Alvarez - Inter: è fatta!

ANTEPRIMA FCINTER1908.IT, ALVAREZ: "SARÒ ETERNAMENTE GRATO A ZANETTI"

05.07.2011 19:46 di Francesco Parrone articolo letto 3327 volte
Fonte: TRADUZIONE E ANTEPRIMA FCINTER1908.IT

Dopo le indiscrezioni arrivate direttamente al nostro sito, è lo stesso giocatore Ricardo Alvarez a sbottonarsi sul suo futuro. In anteprima noi di FcInter1908.it, vi riportiamo una dichiarazione fatta ad un sito argentino, dove il giovane trequartista ringrazia il capitanoJavier Zanetti, uno degli artefici del suo passaggio all'Inter: "Tutti mi chiedono, so che siamo molto vicini ma insieme al mio procuratore ho deciso di non parlare fin quando il tutto non si compirà. Posso dire che sono eternamente grato a Javier Zanetti per quello che ha fatto per me".

Alvarez poi spiega come si organizzerà al suo arrivo: "Ho pensato prima di venire con mio padre per sistemarmi bene e poi se lo vorranno mia sorella e mia madre potranno venire".

martedì 28 giugno 2011

Moratti lascia l'Inter se...

LA STAMPA: "MORATTI LASCIA L'INTER SE GLI TOLGONO LO SCUDETTO DEL 2006"

28.06.2011 14:20 di Eva A. Provenzano articolo letto 1224 volte
Fonte: lastampa.it

L'Inter non può fare nulla, ma si gioca una partita importante a tavolino. Lo scudetto del 2006 è in bilico, è tornato in discussione. La Figc aspetta la relazione del Procuratore Palazzi per poi emettere il verdetto finale. E in molti tifano per la revoca.

La Stampa, quotidiano torinese, parla di una possibile rivoluzione ai vertici della società nerazzurra e disegna uno scenario che ha dell' incredibile. "Non lo ha mai detto apertamente, ma c'è chi ipotizza che se il Consiglio dovesse togliere lo scudetto dalla bacheca nerazzurra, in segno di protesta e di discontinuità, davanti ad una decisione per lui negativa, il patron Moratti sarebbe anche pronto a passare la mano al figlio Angelomario, già vice presidente".

mercoledì 1 settembre 2010

giovanni montopoli antonio caliendo

CALIENDO A FCINTER1908: "NON SONO D'ACCORDO CON CHI GIUDICA FALLIMENTARE IL MERCATO DELL'INTER; CHI HA GIOCATO SPORCO?..."
01.09.2010 11:27 di Giovanni Montopoli
Fonte: Esclusiva FcInter1908

Durante la fase calda di questo mercato abbiamo più volte parlato dell'eventuale trasferimento di Maicon al Real Madrid. Il sodalizio non è andato in porto, come aveva confermato anche l'agente del brasiliano al nostro sito, ma le cause principali di questo mancato trasferimento sono state racchiuse nella volontà del presidente Moratti di tenere in squadra il terzino destro più forte del mondo e, in seconda battuta, campeggiavano le dichiarazioni dell'agente Fifa Antonio Caliendo: “Qualcuno ha giocato sporco dopo la chiusura del mercato diremo la nostra”.
Fcinter1908 ha raggiunto telefonicamente il procuratore del nostro Maicon per avere maggiori ragguagli; poche battute, come al solito sempre significative.

Buongiorno Caliendo, mercato concluso, Maicon è rimasto nerazzurro, ma lei aveva dichiarato che in questa trattativa qualcuno aveva giocato sporco...può spiegarci meglio?

Intanto premetto una cosa. Non sono d'accordo con chi dice che l'Inter non ha operato bene sul mercato. Il presidente Moratti ha mantenuto in squadra un calciatore di livello come Maicon, di fatto ricomprandolo per 25 milioni di euro circa. Maicon è insostituibile in quel ruolo e mi sembra che in questi anni lo abbia ampiamente dimostrato, quindi nel momento in cui si afferma che l'Inter si sia mossa male sul mercato questo concetto non mi trova assolutamente d'accordo, a mio avviso si è mossa molto bene...

Quindi alla voce “acquisti” di fatto non rappresenterebbe una follia inserire Maicon...

Assolutamente, Maicon è il miglior acquisto che l'Inter ha fatto in questo mercato

Mentre per quanto riguarda “il gioco sporco di qualcuno”?

Ecco, su questo mi riservo di darvi una risposta adesso, ne riparleremo meglio magari la prossima settimana

RINGRAZIAMO ANTONIO CALIENDO PER LA CONSUETA CORDIALITA'

Inter: Parla Moratti a poche ore dalla chiusura del calciomercato 31/08/...

InterTv sul digitale terrestre

Giovanni Montopoli

martedì 31 agosto 2010

Wesley Sneijder - Midfielder of FC Internazionale - 2009/2010 HD

Giovanni Montopoli

giovanni montopoli antonio caliendo

CALIENDO A FCINTER1908: "MAICON RIMANE ANCHE PERCHÈ NON C'È PIÙ TEMPO, AGUERO E FORLAN? L'ATLETICO SPARA ALTO"
31.08.2010 11:58 di Giovanni Montopoli articolo letto 8072 volte
Fonte: esclusiva fcinter1908

Ultime ore di calciomercato, cerchiamo di rendere l'attesa della chiusura delle trattative con Antonio Caliendo, agente Maicon, che per tutta l'estate ci ha accompagnato con la vicenda Maicon sempre in caldo.

Buongiorno Caliendo, siamo arrivati alla fine, qualche colpo di coda in programma? Mi riferisco a Maicon naturalmente, visto che la stampa sportiva parlava di una trattativa in uscita che potrebbe sbloccare il mercato dell'Inter...

Non credo possa succedere niente di eclatante. Maicon dovrebbe partire per il Brasile a momenti, non credo proprio ci sarà un ripensamento del presidente Moratti che ha voluto blindarlo a tutti i costi.

Per quanto riguarda Forlan invece? Il presidente dell'Atletico ha definito lui e Aguero incedibili...

E immagino resteranno incedibili. L'Atletico quando vende lo fa per cifre astronomiche, oggi come oggi certe somme molti club non possono permettersele, quindi resteranno incedibili e resteranno all'Atletico tutti e due.

Rush finale di mercato nerazzurro, lei è sempre molto vicino alla società di Corso Vittorio Emanuele, l'Inter è a posto così oppure crede che arriverà qualcuno in extremis?

Nulla di eclatante, io credo che l'Inter è a posto così, ha bisogno di rodare, il nuovo tecnico, un nuovo modulo, l'anno dopo il mondiale, molti nazionali, ci vuole un po' di pazienza. Ma credo che dal punto di vista del mercato la società non opererà molto in questo finale di mercato, diciamo che si rimanda tutto a gennaio, allora si faranno i conti risultati alla mano

RINGRAZIAMO ANTONIO CALIENDO PER LA CONSUETA DISPONIBILITA'

GIOVANNI MONTOPOLI COMMENTA IL MERCATO DELL'INTER - GENTECHEPARLA...DI M...

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