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lunedì 19 novembre 2012

fcinter1908.it editoriale Roca

  EDITORIALE
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

PERCHÉ ASCOLTARE SKY E MAURO?

19.11.2012 13:24 di Lorenzo Roca Twitter: @Lorinc74 articolo letto 2789 volte
Fonte: REDAZIONE FCINTER1908IT
In questo difficile lunedì sportivo mi rivolgo a tutti i tifosi interisti e alle polemiche sorte in seguito all'arbitraggio creativo di mister Piero Giacomelli da Trieste. Nel post partita hanno avuto grande eco le parole di Mauro, noto intellettuale dal certificato spessore etico-culturale, che dall'alto del suo scranno e della sua incontrovertibile autorevolezza sentenzia: «Non era rigore quello su Ranocchia». Apriti cielo, il popolo interista si rivolta di fronte a questa stravagante interpretazione.
Ma, al di là del mero giudizio sull'episodio, una domanda mi perfora la mente. Non mi dà tregua.
Perché siamo così morbosi e cocciutamente recidivi da dover, dopo la partita, ascoltare i prodotti del "pensiero" (sì, la mia longanimità talvolta non ha limiti) di certa gente? Nel calcio ci sono innumerevoli esempi citabili. Mi torna in mente quando Gianluigi Buffon, altro maître à penser leggendario per la società di oggi, dopo il gol di Muntari in Milan-Juventus disse, con una strabordante personalità paragonabile forse solo a quella di Winston Churchill: «Non ho visto, ma anche se avessi visto non avrei detto nulla. Ed è inutile che vi scandalizziate». Grande. Ma torniamo a Matteo Mauro. Perché io interista, dopo la partita, sento la necessaria e irrefrenabile voglia di ascoltare cosa pensa Mario Mauro in generale, umiliando il mio supporto cognitivo? Anche lei ci è cascato, presidente. Fosse Gianni Mura, Indro Montanelli, Enzo Biagi od Oscar Giannino, magari più di una ragione ci sarebbe. Ma perché umiliarsi con Marcello Mauro e compagnia cantante? Cosa può dire di così definitivo da incrementare il valore della nostra esistenza, uno che ricopre la carica di consigliere del circolo di golf di Torino, Royal Park I Roveri, che vede Andrea Agnelli come vicepresidente? Una persona, Maurizio Mauro, benedetta ripetutamente dall'Empireo, che si vanta di aver giocato con Zico, Maradona e Platini solo per poter scrivere un libro (che dite, evitiamo di comprarlo?)? La mia domanda è cosa posso aspettarmi da Maffeo Mauro? Ma soprattutto, cosa me ne frega di Manfred Mauro in generale, come regola esistenziale basica della mia esperienza terrena. Come può avere peso in una società supposta civile l'opinione di Mansueto Mauro? La risposta è: grazie a Sky of course, che per motivi oscuri alle leggi dinamiche e ontologiche che regolano il pianeta Terra, ha l’esigenza di nutrirsi del pensiero (sono imperdonabile, lo so) di Manuele Mauro e altri epici magister vitae. Vado a monte e faccio notare come la sottoscrizione dell’abbonamento con la succitata piattaforma satellitare, a oggi 19 novembre 2012 per la legge italiana, non rientri tra gli obblighi del cittadino. Quindi mi permetto di suggerire che se Sky proseguisse con il caos dionisiaco dei teatrini postgara e le ospitate di personaggi che hanno un'importanza terrena realmente trascurabile, non solo nella vita in generale ma perdipiù nello stesso ambito calcistico, potrebbe essere una soluzione quella di non affidarsi più a Sky per la cronaca degli eventi sportivi o quantomeno volersi un po’ bene evitando di ascoltare le parole del primo che passa?
Chiudo con un dubbio amletico: Mauro è il nome o il cognome?

venerdì 16 novembre 2012

  COPERTINA
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

STRAMA: "COM'È INIZIATA, I MIEI SEGRETI, CASSANO E QUELLA VOLTA CHE MORATTI..."

16.11.2012 10:57 di Eva A. Provenzano Twitter: @EvaAProvenzano articolo letto 3184 volte
Fonte: sette
In una lunga intervista rilasciata ad Edoardo Vigna al settimanale ‘Sette’, Andrea Stramaccioni ha parlato di sé e della sua carriera, dell’Inter. Di come tutto è iniziato. Aveva dovuto rinunciare alla sua carriera da calciatore. Allenava su quei campetti di terra che ti riconciliano con il calcio, poi è arrivata la Roma di Bruno Conti che gli affida gli esordienti del ’94: “Dopo qualche giorno mi ha chiamato e mi ha detto che non andavo bene per allenare quella squadra, pensavo mi volesse cacciare e invece mi affidò i giovanissimi, è stato un salto di due classi”.
SIGNIFICATO - Il suo arrivo sulla panchina nerazzurra per lui è un messaggio preciso: “Significa che anche in Italia uno che non è un giocatore famoso, né figlio di chissà chi può arrivare a guidare una grande squadra. So che conta molto l’esperienza, ho affrontato allenatori come Zeman e avventura che allenavano quando io manco ero nato. Ad aiutarmi è stata l’esperienza come osservatore di club professionistici, lo studio dei giocatori, quello che appuntavo e scrivevo, mi aiuta molto. Sono uno che impara velocemente”, dice.
EDUCAZIONE - I suoi genitori gli hanno insegnato l’educazione: “E nessuno potrà mai cancellare quello che mi hanno spiegato. Io e mio fratello siamo cresciuti con principi chiari e semplici, ma non ci è mai mancato nulla. Dovevamo avere rispetto per tutto e in ogni cosa che facevamo dovevamo metterci tutto l’impegno possibile”, racconta il mister.
IL DESTINO - Un ragazzo cresciuto in fretta purtroppo anche a causa di quell’infortunio al ginocchio che lo ha costretto a lasciare il calcio giocato: “Si è infranto di colpo tutto. Sognavo la Serie A, volevo giocare. Anche adesso quando do calci al pallone il ginocchio si gonfia. Ero ingrassato di molto, ma ne sono uscito grazie ai miei e grazie allo studio”, spiega. Da lì la Laurea in Giurisprudenza: “E’ importante avere un metodo, seguirlo. Lo studio conta molto, la scuola superiore – almeno quella va finita – lo dico sempre ai miei ragazzi”.
IL CAPITANO - Tra di loro ce n’è uno più giovane degli altri nonostante l’età: il capitano Javier Zanetti. “Lui – spiega il tecnico – è al di là dell’umano. E’ il primo ad arrivare, l’ultimo ad andarsene, si ferma a fare la ginnastica post allenamento. Credo sia questo il suo segreto di venti anni all’Inter. Gioca ogni partita come se  fosse la prima o l’ultima”.
SEGRETO - Invece il suo segreto è la chiarezza nei modi e degli intenti: “Magari un giorno uno dei miei ragazzi mi incontra e mi dice che non capivo un ca… di calcio, ma mai nessuno potrà dirmi che non ero sincero. Tratto tutti in maniera diretta. Pure Cassano? Io e lui parliamo la stessa lingua, quella della strada”.
W LA MAMMA - Sulla sua l’ha indirizzato la mamma che gli diceva che avrebbe potuto comunque restare nel calcio, la sua laurea in Giurisprudenza poteva servirgli a fare il procuratore: “Chiedeva al mio agente di trovarmi un lavoro, di farmi insegnare ai ragazzi e mi hanno indirizzato a questa scuola di Monte Sacro, un borgo di Roma, dove giocava l’Az sport. Mi davano duecento euro al mese di rimborso spese, allenavo dieci ragazzi dell’85 e non avevamo neanche i palloni. L’anno dopo attirammo l’attenzione di tutti”.
L'UOMO GIUSTO - E anche l’Inter l’ha ereditata in un momento difficile: lui aveva appena regalato alla Primavera nerazzurra la prima Next Generation Series, Moratti decise che era l’uomo giusto per trascinare la sua squadra. Tutti gli dicevano di non accettare: “Mi è successa la stessa cosa con Cassano. Mi dicevano che non dovevo prenderlo se volevo andare bene. Ma se sono convinta di una cosa allora vuol dire che vedo cose che gli altri non vedono. L’allenatore trasmette le sue idee alla squadra e questo fa la differenza, se non sono bravo a trasmetterle è inutile, ma tutto sta ai giocatori, sono loro che scendono in campo. Mourinho è l’esempio di quello che dico. Purtroppo non l’ho mai visto allenare, ho visto il risultato finale. Quando alleni una squadra che ha giocatori giovani e più anziani devi capire come fare a gestirli, non possono essere allenati allo stesso modo, non ci sono gli stessi carichi e non ci sono libri per impararlo”, sottolinea.ù
QUELLA VOLTA CHE - Infine l’allenatore racconta cosa è successo quel giorno nell’ufficio del presidente Moratti: “Io ho il mio carattere e quello non cambia, sono sempre me stesso, ovunque vada, con chiunque io parli. Almeno si capisce che sono vero e credo che questo sia piaciuto al presidente. Quando mi ha chiamato siamo stati due ore a parlare, mi ha messo un foglio davanti e mi ha detto di dirgli tutto quello che pensavo dell’Inter. E io ho risposto che potevo parlargli del campionato Primavera e con sincerità gli ho detto che non avevo visto tante volte la prima squadra, spesso giocavamo agli stessi orari e che non andavo a rivedere le partite in tv. E lui mi ha risposto, non conta quello che dicono gli altri e cosa pensano. Tu sei il nuovo allenatore dell’Inter”. Era solo la prima scintilla. 

giovedì 15 novembre 2012

Sneijder saluta l'Inter?


© foto di Daniele Buffa/Image Sport

STAMPA UK: «LE 5 RAGIONI PER CUI SNEIJDER È PERFETTO PER LO UNITED»

15.11.2012 11:37 di Lorenzo Roca Twitter: @Lorinc74 articolo letto 4027 volte
Queste ultime partite hanno convinto Moratti che l'Inter può fare a meno di Wesley Sneijder e forse a fine stagione ci sarà la separazione tra l'olandese e i nerazzurri. L'Anzhi pare si sia fatto avanti ma la destinazione non è gradita a Sneijder che aspetta una chiamata dal Manchester United, con Alex Ferguson suo grande ammiratore. In più ora Sneijder ritroverebbe il suo amico e compagno di Nazionale Van Persie. La stampa inglese crede fermamente che Sneijder possa raggiungerlo in maglia rossa e spiega in 5 punti le ragioni per cui Sneijder rappresenterebbe un grande acquisto per lo United:
«1. Sneijder è il giocatore di cui Manchester United aveva davvero bisogno in estate
Robin van Persie è stato indubbiamente un grande acquisto ma i Red Devils avevano bisogno di un centrocampista di qualità superiore, non di un attaccante. Con Sneijder i Red Devils prenderebbero uno dei centrocampisti migliori al mondo. Egli che è ancora in grado di produrre il meglio se riesce restare in forma. L'Inter ha perso molti grandi giocatori negli ultimi tempi e Sneijder merita una piattaforma migliore.
2. Il collegamento olandese
Robin van Persie e Wesley Sneijder sono stati compagni di squadra per sette anni con la Nazionale olandese e la loro intesa in una zona chiave del campo potrebbe contribuire a rendere l'insediamento di Sneijder più facile. 
3. Fame + esperienza: combinazione letale
La caduta dell'Inter in disgrazia dopo aver vinto il triplete con José Mourinho ha enormemente frustrato Sneijder, un giocatore utilizzato per competere con i migliori a livello nazionale e nel continente. L'olandese ha voglia di vincere e il suo arrivo all'Old Trafford darebbe una motivazione in più per la squadra attuale del Manchester United.
4. La sostituzione ideale di Paul Scholes
Le capacità di Sneijder di tenere la palla, scegliere un passaggio, dettare il ritmo di gioco e il suo fiuto per il gol sono tutte qualità che condivide con Scholes. Anche se Sneijder è più trequartista, ha sufficiente esperienza per giocare in un ruolo più centrale, quindi è improbabile che avrebbe difficoltà a adattarsi ad una posizione più arretrata.
5. Battere il Barcellona
In due occasioni nel corso degli ultimi quattro anni il Manchester United è stato a un passo dal sollevare la 3a Champions League dell'era Ferguson, solo il Barcellona lo ha impedito. Sneijder non solo sa cosa vuol dire battere il Barcellona, ​​ma conosce anche il modo di battere il Barcellona bene, giocando col Real Madrid che umiliò i catalani 4-1 nel 2008. Meglio ancora, Sneijder ha giocato un ruolo chiave nella orchestra di Mourinho in Europa nel 2010, segnando il pareggio dell'Inter nella gara di andata a San Siro e mostrando la versatilità poi guidando la linea di centrocampo nella gara di ritorno al Camp Nou».

venerdì 3 settembre 2010

Calciomercato Inter, l'analisi di Pasqualin

PASQUALIN A FCINTER1908.IT: "BRAVA INTER, BRAVO MORATTI! E IL TOP-PLAYER DEI NERAZZURRI È..."
03.09.2010 14:19 di Sabine Bertagna articolo letto 302 volte
Fonte: FCINTER1908.IT

Claudio Pasqualin, che ci ha accompagnato in esclusiva per Fcinter1908.it durante tutta questa estate di calciomercato, ha commentato la chiusura dei giochi. L'Inter si è distinta per aver anticipato quella che dall'anno prossimo sarà una regola inderogabile per tutti e lo ha fatto con cognizione di causa. I campioni ci sono già, ma soprattutto anche un nuovo campione in grado di stupire e affascinare tutti per classe e stile...

Valutiamo l'operato dei nerazzurri sul mercato...

L'Inter ha fatto un mercato intelligente. Ha privilegiato la rosa che ha vinto tanto e che ha già in casa a disposizione. L'acquisizione, peraltro datata, di Coutinho è la ciliegina sulla torta. Per ora se ne sta parlando poco ma questo giocatore può diventare un top-player e stupirà senz'altro.

C'era un top-player che l'Inter avrebbe dovuto acquistare?

Volendo vedere Mascherano. nella rosa dell'Inter cui stava.

Ranocchia potrebbe venire all'Inter già a gennaio?

Lo escluderei. Preziosi è un presidente ambizioso e lo vorrà tenere fino alla fine della stagione. Poi se in una notte di luna Moratti e Preziosi si incontrano non si può mai dire...

Il Milan con Ibra e Robinho è davvero così forte?

Lo vedo stellare. Certo, ci vogliono ancora le conferme sul campo. Così è ovviamente più competitivo e con giocatori di grande valore.

L'Inter ha fatto suo il concetto di fair-play finanziario...

Moratti da questo punto di vista è da encomiare perchè ha anticipato tutti di un anno. Dall'anno prossimo sarà obbligatorio per tutti.

RINGRAZIAMO CLAUDIO PASQUALIN PER LA SUA CONSUETA DISPONIBILITA'!

giovedì 2 settembre 2010

giovanni montopoli fcinter1908.it

MOU: "SENTO MORATTI OGNI SETTIMANA MA RAPPORTO CHIUSO. LO DICO COL CUORE: FORZA INTER"
02.09.2010 09:17 di Daniele Mari articolo letto 4858 volte

Josè Mourinho, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato di Inter e del suo rapporto con Massimo Moratti: "Con Moratti mi sento ogni settimana. Il rapporto continua. Siamo amici, io faccio parte della sua storia e lui della mia. Poi sono un professionista, quando chiudo un rapporto lo chiudo. Se non avessi l'ossessione dei titoli sarei rimasto"

La squadra nerazzurra continua ad essere nel cuore dello Special One: "Forza nerazzurri, lo dico col cuore. Spero che vincano tutto, tranne la Champions. Non chiedetemi di essere distaccato, sono troppo tifoso. A Montecarlo nessuno dei giocatori premiati mi ha ringraziato? Io li porterò sempre con me".

L'Inter è rimasta praticamente inoperosa sul mercato. Mou non si scompone: "Non è giusto fare paragoni con la mia Inter. Sapevo che la squadra aveva bisogno di novità per un salto di qualità in Europa e l'ho detto pubblicamente dopo l'eliminazione con il Manchester. Adesso è diverso, l'Inter è campione di tutto".

Sul Pallone d'Oro nessun dubbio: deve vincerlo Wesley Sneijder: "No a Iniesta e Forlan: deve prenderlo Sneijder, vincente e sempre decisivo"

Infine, sul Milan: "Con Ibrahimovic e Robinho è un altro Milan. I rossoneri sono nel gruppo di chi può conquistare la Champions".

giovanni montopoli editoriale per fcinter1908.it

SE SPENDO MI CRITICANO SE NON LO FACCIO UGUALE…COME LA FACCIO LA SBAGLIO, MI SON DELL’INTER!

Dopo la fortunata parentesi legata all’interpretazione del nostro Presidente, in occasione della scelta tutt’altro che semplice per il successore di Mou, eccomi tornare, su un altro tema spinoso che tanto ha fatto discutere interisti e non, a vestire i panni del massimo dirigente nerazzurro per riuscire a comprendere, per quel che è possibile, com’è e come non è che questo benedetto mercato non è mai decollato portando in dote alla compagine interista il tanto sospirato colpo ad effetto.

…Mamma mia sto mercato l'è proprio complicato. Ma la squadra l’è forte, mica no s'è fatto il triplete...insomma si sempre quella lì la tripletta. Dovrò mica prender per forza qualcuno? Non è che mi si ammosciano i ragazzi...Certo che…Il Presidente accende una sigaretta…La giornata, l’ultima disponibile per il mercato estivo volge al termine. Ma guarda io non comprerei nessuno, come chiedo io qualcuno ecco lì che mi alzano i prezzi alle stelle. Chiedo il Kuyt e l’Hodgson mi spara cifre assurde per uno che sembra abbia la mia età, per cortesia…Parli del Mascherano, che poi lì l’argentino voleva anche venire, e altro prezzo incredibile per uno che l’è al livello del Cambiasso…ma il Cambiasso ce l’ho già…Mah…E’ vero che l’ho venduto il Balotelli ma…ma insomma dico ci sarebbe anche sto benedetto fair play finanziario il Platini mi ha avvisato, mica niente. Io la pazzia me la farei…ahhh il Schweinsteiger, il biondo, l’è tedesco come il Rummenigge…bei ricordi. L’è un Terminator con i piedi buoni quello lì… Intanto la sigaretta sta per terminare e con essa svaniscono le poche convinzioni che il Presidente aveva di dover comprare per forza per il solo gusto di farlo.

Certo che l’operazione del Galliani che ha preso l’Ibra non è stata tanto simpatica, anzi…E se chiamassi il Mou? Gli chiedo il Kakà che lo Special One non è che lo ama tanto. Sai che colpo al cuore del Silvio, mi ci rimarrebbe male…Ma no, non è il mio stile, son manovre dei cugini queste…cugini…beh chiamiamoli così va.

Il Fabregas l’è incedibile e ci mancherebbe altro, l’è giovane, forte, con i piedi buoni e mica ha la testa del Balo che mi lancia la maglia per terra…se ci ripenso…Il Wenger non te lo lascia mica partire, io mica l’ho fatto partire il Maicon. Son giocatori che non li trovi mica più. Io lo capisco il Wenger…e poi si parla di 60 milioni…mica niente...Benedetta Madonnina...E no non l'è proprio simpatica sta situazione.

Per l’Inler il Pozzo lì vuole un sacco di soldi. Ma li varrà mica tutti sti soldi l’Inler? 20 milioni…Lo scorso anno se preso lo Sneijder per 14…Mah…quello può essere che mi prende il pallone d'oro e vale meno dell'Inler? Guarda che mi sa che non compro nessuno. Qui son tutti matti…l’è proprio incredibile se alzo la cornetta io il giocatore ti diventa un fuoriclasse…E poi guarda l’Italia l’è in condizioni critiche se compro tutti mi dicono che spendo troppo, che l’Inter l’è irrispettosa nei confronti delle persone che versano in condizioni delicate, se non compro mi criticheranno lo stesso perché mi me chiam Moratti e devo spendere per forza. La squadra l’è forte. L’Inler non mi alza il livello, lo Sculli…lasciam perdere che sentendo questi nomi mi sembra di essere tornato a qualche anno fa dove compravo e non si vinceva. Ma…poi ci sono i giovani, bisogna lanciarli, c’è il Coutinho, l’è bravo il ragazzo, c’è il Mariga il Mou mi diceva che gli dava l’idea dell’Essien con più fisico. Il Benitez l’è uno che i giovani li lancia bene, ci tiene, me lo criticano e ma mi criticavano anche il Mou. Quello l’era troppo arrogante, poco simpatico diciamo, ches chi mi dicono che l’è troppo buono…non va bene mai nulla… E poi dobbiam incominciare a costruire lo stadio…quella si che l’è una priorità…Intanto il sole tramonta, la giornata è terminata e il Presidente, sempre più avvolto nei suoi pensieri, si appresta a tornare a casa quando arriva una telefonata.Pronto si, son io…ahh Benitez salve mi dica,no non mi disturba, prego mi dica. Si guardi glielo confermo, non prendiamo nessuno, la squadra l’è buona così tanto stia tranquillo, imparerà presto, qualsiasi cosa farà la società, farà lei o faremo insieme, ci arriveranno sempre critiche. Guardi le posso dire che qui a tirar addosso all’Inter l’è lo sport preferito qui in Italia, il Mou lo aveva capito col tempo lo comprenderà anche lei. Noi sem l’Inter…

martedì 31 agosto 2010

editoriale Fcinter1908

E' TUTTO VERO
01.09.2010 00:46 di Giovanni Montopoli articolo letto 64 volte
Fonte: FCINTER1908.IT

Amareggiati. Passateci almeno l'eufemismo. I tifosi della Beneamata allo scoccare dell'ora X, le 19 del 31 agosto, giorno di chiusura del calciomercato, sono piuttosto amareggiati.
Amareggiati perchè la casella ACQUISTI porta scritti i nomi di Coutinho, Biabiany e Mariga. Discreti giocatori e giovani promesse. Questo il magro bottino l'indomani dell'abbuffata di trofei. Il sogno vissuto a Madrid il 22 maggio del 2010 oramai un ricordo che ci tiene alto il morale. Le speranze per il futuro si fanno tenui, sopratutto se ci si affaccia in casa del vicino che riporta in dote al nostro campionato un campione che per anni ha infiammato il Meazza, il Meazza Nerazzurro. L'eleganza ci impone di guardare in casa propria, e noi lo facciamo. Non ci è dato sapere quali siano i reali motivi che hanno portato la società di Corso Vittorio Emanuele a chiudere una sessione di mercato mai tanto scarna come questa; ci sarà sicuramente stato un occhio di riguardo verso il tanto acclamato Fair-play finanziario, un bilancio spesso con il segno meno davanti, la situazione economica non proprio florida che colpisce il nostro paese, tutto, ma la domanda o meglio, la richiesta che molti cuori nerazzurri avanzavano alla nostra società era semplice, un nome, un nome per rispondere colpo su colpo agli scoppiettanti acquisti del vicino; un nome per migliorare una rosa competitiva, un nome per sperare che tutto quello che è stato fatto in questi anni non vada buttato nella spazzatura, un nome, perchè quello serviva. Undici titolari sulla carta inamovibili, una panchina con un mix di “molta esperienza” e forse troppa freschezza, nessun rincalzo degno di questo nome e sopratutto un tecnico che in tre gare ha convinto molto, molto poco. È solo l'inizio certo, non facciamo drammi. E' vero, abbiamo pareggiato la prima gara di campionato come nelle ultime tre stagioni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma alle nostre spalle c'era vuoto cosmico che ci lasciava dormire sonni tranquilli. L'interista è un tifoso coriaceo e passionale come pochi, abituato da sempre a soffrire guadagnandosi sul campo quanto dovuto. Probabilmente stiamo esagerando, ma almeno a caldo, passateci questo stato d'animo, il tempo sarà la giusta cura e le soddisfazioni che tutto l'ambiente si augura mancheranno, in fondo, come NOI, NESSUNO, ma dateci le armi giuste per continuare a crederci.